Boštjan Mikuž



“Fin da piccolo sono stato stato connesso con la montagna, ma solo dopo diverse escursioni e molto trekking nacque dentro di me una vera passione all’età di 22 anni. Ho iniziato a scalare da solo, era veramente una passione, quando guardavo le montagne avvertivo la sensazione che quel posto, quella montagna mi apparteneva e io appartenevo a lei.
Dopo alcune escursioni durante le condizioni climatiche invernali mi sono iscritto al Club Alpino Adjovščin ed ho passato l’esame alpino di primo livello nel 2010, nel 2012 ho superato l’esame nazionale per il titolo di Alpinista e nel 2015 sono diventato istruttore Alpino.
Mentre scalo una montagna mi sento completamente devoto, libero, forse, provo le stesse emozioni che prova un uccello mentre vola. Scalare è diventata la mia vita. Scalare, per me, non è solo una parola o un verbo, ma è un qualcosa che fa la differenza nella vita. È qualcosa di opposto alla routine quotidiana, a quella sicurezza quotidiana, fatta di schemi, abitudini che tolgono, strappano gli uomini dalla vera esperienza, dal vero contatto con la natura.
È difficile dire quale sia il ricordo più bello in montagna, ce ne sono migliaia, ed è questo il motivo per cui ogni volta ritorno in montagna, forse, è un po’ come ritornare a casa e ogni volta creare nuovi ricordi.
I miei ricordi variano dal puro piacere, dallo scalare le rocce calde in una giornata di sole, a ricordi in condizioni difficili durante il periodo invernale. Sicuramente, la più intesa e profonda esperienza è stata nell’area solitaria di Cerro San Lorenzo mentre aspettavo il momento giusto nel campo base di Puesto San Lorenzo sotto la facciata est, è stata un’esperienza magnifica e indimenticabile, condurre un’arrampicata di quaranta ore nella vergine facciata est e aprire un nuovo percorso (No fiesta, 1600m, ED+)… ricordi che rimangono nel cuore per tutta la vita e allargano gli orizzonti per le prossime esperienze”.